
Un ulteriore capitolo del libro sta vedendo la luce. Credo che scrivere mi aiuti anche a distrarmi dalla dieta e a non pensare a cosa vorrei mangiare e non posso. Se la bilancia collaborasse come la tastiera a quest'ora avrei un fisico da modella! Come mi ha detto una mia amica giusto ieri, coltivare i propri sogni nel cassetto riconcilia col mondo. E non fa niente se alla fine questo è un ennesimo lavoro che si deve andare ad incastrare col lavoro in ufficio, i miei progetti, il lavoro a casa ecc ecc... Finchè dura questa ispirazione me la godo...
Stavolta ci avevo quasi sperato. Il progetto del polifunzionale aveva del buono, era piaciuto al mio capo, era piaciuto a coloro che sono in società con lui, sembrava avviato verso la realizzazione...ci stavo anche fantasticando su, pensando ai materiali, visualizzandolo pieno di gente intenta a fare shopping, su e giù per le scale mobili, a prendere il caffè nei bar, a riposare sulle panchine...
Peccato che lui mi abbia chiamato stamattina per informarmi che ha cambiato strategia e idea. Il grandioso outlet con i suoi negozi, le sue stradine, le sue terrazze a giardino, le sue piazzette, le sue fontane ecc ecc va tolto. Faremo solo degli anonimi capannoni... per fare prima... per spendere meno...
Non so se essere più avvilita per l'ennesima idea secondo me vincente da buttare nel cesso, scoraggiata per la montagna di disegni che devo far finta di non aver fatto, o rattristata perchè un altro pezzo di campagna verrà consegnato allo squallore e non all'architettura...
Come dite? E' lunedì mattina? Ah! Cominciamo bene!

Sembra che il rumore dei miei passi per le scale sia identico a quello della sorella del mio capo. Sembra che anche la mia voce assomigli alla sua, cosa che non mi rende affatto felice (la sua voce non è molto melodiosa, per usare un eufemismo). Con il risultato che ogni volta che arrivo in ufficio, la mattina o dopo la pausa, magari parlando al telefonino, i miei passi sono accolti da un fuggifuggi generale e da uno scalpiccio affrettato accompagnato da voci ansiose che si passano parola: "E' arrivata!". In genere quando passo dall'area ristoro vengo assalita da nuvolette di fumo di sigaretta che non hanno ancora avuto il tempo di disperdersi nell'aria e da bicchierini di caffè mezzi pieni gettati nell'immondizia in tutta fretta.
A parte l'ovvietà che le voci sono riconoscibilissime e che saprei dire con sicurezza quali delle mie colleghe erano in pausa quando sono arrivata, cosa che penso saprebbe fare altrettanto bene la sorella del mio capo, oggi è capitato a me di prendere il caffè e di sentire i suoi passi per le scale. Ho continuato a bere il caffè tranquillamente, quando è arrivata l'ho salutata, lei mi ha risposto, mi ha sorriso e si è diretta verso la sua stanza mentre io ho terminato il caffè in tutta calma prima di tornare alla mia postazione.
Ci voleva tanto?
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Edit: mi sono ricordata che, quando frequentavo le scuole medie, ogni mattina al mio arrivo in classe trovavo i miei compagni estremamente composti e silenziosi. Sembra che i miei passi avessero lo stesso suono di quelli della professoressa. Mi sa che sono io!
Se la regola di imparare dalle cose che si ripetono è sempre valida, forse tutto questo ha un senso nell'equilibro dell'universo 

Ho rimesso mano al mio romanzo e gli ho aggiunto altri due capitoli. La cosa ha del positivo, perchè quando scrivo il mio umore migliora e le cose vanno meglio. Il che, considerato che ho un mal di gola/orecchie/ossa/testa pazzesco da tre giorni, non può che essere piacevole. Ho un sacco di idee e per la prima volta un canovaccio di storia in mente. So che creare dei personaggi, piazzarli lì e vedere cosa succede è la maniera peggiore di costruire un romanzo. Ci vorrebbe uno schema, un elenco di scene, una precisa idea del contenuto di ogni capitolo, ma purtroppo per me non è altrettanto divertente. Riesco a creare lo schema, ma poi non ho più voglia di scrivere il libro, perchè so già come va a finire. Probabilmente non lo finirò mai, soprattutto se mantengo la media di un capitolo all'anno, oppure lo finirò, ma resterà per sempre nel cassetto. Il confronto con l'editoria italiana è un po' troppo per le mie capacità e lo so bene. Ma sarà lecito sognare, no?